Note di alimentazione salutare: Il Piatto Sano

La conferenza del dr. Alessandro Scorba, ci ha fornito una serie di informazioni su come adeguare la nostra alimentazione al fine di mantenere un buono stato di salute ed evitare malattie degenerative.

Molti credono che l’insorgenza dei tumori dipenda dall’inquinamento o da fattori genetici, è invece stato dimostrato che lo smog influenza solo per il 2%, l’ereditarietà per il 2-3% mentre il 35% delle cause dipende dalla alimentazione.

Ci alimentiamo in modo sbagliato ed eccessivo, quindi sviluppiamo malattie per cui dobbiamo ricorrere a farmaci.
Ricordando che il medico greco Ippocrate (460-370 a.C.) affermava: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, dobbiamo imparare le regole per adottare un regime alimentare corretto.
Ci viene in aiuto il diagramma della Harvard School of Public Health con il suo “Healthy Eating Plate”, tradotto come “Il Piatto Sano”.

Harvard Il Piatto Sano

Si tratta di una elaborazione della piramide alimentare, sotto forma di un piatto circolare diviso in spicchi di dimensioni diverse a seconda del tipo di alimento rappresentato. Con questo formato risulta più immediato decidere quali prodotti devono far parte dei nostri piatti quotidiani.
Il piatto è diviso in quattro parti, la prima occupata da verdure ed ortaggi, un’altra da frutta e poi ancora una da cereali integrali e finalmente la quarta da proteine salutari, animali e vegetali. La quantità giornaliera si vede dalla dimensione della sezione del piatto, la qualità si capisce dai commenti a lato.
Lo spicchio di maggiore ampiezza è quello di verdure ed ortaggi, la scelta deve essere variegata e seguire la stagionalità.
Lo spicchio della frutta è più piccolo, ma assieme al precedente rappresenta metà della quantità giornaliera di alimenti, anche per la frutta è bene seguire la stagionalità e variarne i colori. Per assumerne tutti i principi non va sbucciata, quindi si dovrà consumare frutta biologica.
Il terzo spicchio è riservato ai cereali, viene raccomandato che siano di tipo integrale in modo da garantire un buon apporto di fibre e basso indice glicemico. Vanno quindi evitati i cereali raffinati. I cereali raffinati sono composti in massima parte da amido, perché vengono tolte le sostanze nutritive, gli oli essenziali e le fibre. I cereali integrali sono invece macinati conservando tutto il potere nutritivo e benefico del chicco.
I cereali più completi sono: grano saraceno, quinoa e amaranto, perché contengono otto aminoacidi, compresa la lisina che invece è carente in miglio, mais , avena e farro.
L’ultimo spicchio del piatto è occupato dalla proteine salutari: pesce, carni bianche e legumi; vanno evitate le carni lavorate e gli insaccati. La carne rossa  va consumata poche volte nell’arco del mese e le uova non più di 3-4 volte alla settimana.
Attorno al piatto ci sono poi i consigli su come condire: preferire olio extra vergine di oliva, limitare burro e grassi animali. Evitare assolutamente i grassi idrogenati ( margarine ) che provocano ipercolesterolemia, aterosclerosi e si depositano nelle membrane cellulari. E’ stato rilevato che malattie neurologiche dipendono dalla presenza a livello della membrana cellulare di acidi grassi saturi.
Eliminare bibite gassate e dolci, limitare il consumo di latte, bere acqua a sufficienza e poi the e caffè senza dolcificanti.

Viene poi richiesto uno stile di vita attivo, sintetizzato dalla figura dell’omino rosso, associando ad una sana alimentazione, una attività fisica ( consigliati 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana).

Non compaiono negli alimenti del piatto, i dolci e gli zuccheri raffinati, il cui consumo va evitato. Gli zuccheri contenuti nella frutta vengono assorbiti con gradualità, mentre quelli raffinati provocano un picco glicemico con conseguente risposta insulinica in eccesso.

Il calcio contenuto nel latte e nei latticini non viene utilizzato in modo efficiente dall’organismo, meglio ricercarlo nei vegetali come la soia, le mandorle, i cavoli e i legumi.

Un regime alimentare sano non significa rinunciare a mangiare bene, non impone di rinunciare a quello che ci piace, perché sarà l’organismo stesso che non avrà più bisogno di quegli stimoli apparentemente gratificanti ma non salutari a cui ci invoglia la pubblicità dell’industria alimentare.

Nella parte terminale della conferenza è stato suggerito come preparare una colazione completa chiamata “la crema Budwig” perché contiene tutti gli elementi nutritivi per affrontare la giornata e gli integratori essenziali. Fa parte del metodo Kousmine, la dottoressa svizzera che ha dedicato tutta la vita alla cura dei malati. Per saperne di più si può far riferimento al sito della associazione che ne porta il nome.

Un ultimo riferimento bibliografico è stato il consiglio di leggere il libro The China Study, di Coline e Thomas Campbell  che descrive il più importante studio epidemiologico mai realizzato sulla relazione fra dieta e malattia, e dove si trova la documentazione di molte delle considerazioni fatte nel corso della conferenza.

In particolare l’associazione tra consumo eccessivo di proteine animali e l’insorgenza tumorale, il benefico effetto del consumo di antiossidanti contenuti in frutta e verdura, la cura di malattie coronariche con la dieta.

Si può leggere qui una introduzione al libro, mentre su wikipedia c’è una raccolta degli argomenti e riferimenti a documenti relativi.

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